Impara › Mercato obbligazionario › Lezione 2
Mercato obbligazionario · Lezione 2

Prezzo e rendimento: perché si muovono in direzioni opposte

Quando il prezzo di un'obbligazione scende, il suo rendimento effettivo sale — e viceversa.

Dopo l'emissione, un'obbligazione può essere scambiata sul mercato a un prezzo diverso dal suo valore nominale, proprio come un'azione. Se il prezzo scende sotto il valore nominale, chi la compra a quel prezzo più basso riceverà comunque la stessa cedola fissa e lo stesso rimborso a scadenza — ottenendo quindi un rendimento effettivo più alto rispetto a chi l'ha comprata al prezzo originale.

Per lo stesso motivo, se il prezzo sale sopra il valore nominale, il rendimento effettivo per chi compra a quel prezzo più alto scende, perché paga di più per ricevere la stessa cedola fissa.

Questa relazione inversa tra prezzo e rendimento è uno dei concetti più importanti del mercato obbligazionario, e diventa cruciale per capire perché i tassi d'interesse generali dell'economia influenzano così tanto il prezzo di mercato delle obbligazioni già emesse.

Verifica quello che hai imparato

Cosa succede al rendimento effettivo di un'obbligazione quando il suo prezzo di mercato scende?

✓ Risposta corretta — Il rendimento effettivo saleEsatto: a parità di cedola fissa e rimborso a scadenza, un prezzo d'acquisto più basso significa un rendimento effettivo più alto.
✗ Risposta sbagliata — Il rendimento effettivo scende nella stessa proporzioneÈ il contrario: prezzo e rendimento effettivo si muovono in direzioni opposte, non nella stessa direzione.
✗ Risposta sbagliata — Il rendimento resta identico, perché la cedola è fissaLa cedola in euro resta fissa, ma il rendimento percentuale rispetto al prezzo pagato cambia se cambia il prezzo.

Continua ad imparare con l'app KeyInvestAI. Altre lezioni, un simulatore di crescita, un portafoglio di prova con soldi finti e una chat AI per fare domande, senza che nessuno ti dica cosa comprare.

Scopri l'app
← Cos'è un'obbligazione e come funziona la cedolaRating creditizio: cosa misura e perché conta →